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	<title>Paramedica</title>
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	<description>I servizi di ParaMedica nella provincia di Padova</description>
	<lastBuildDate>Tue, 23 Dec 2025 12:39:31 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Paramedica</title>
	<link>https://paramedica.it/</link>
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	<item>
		<title>Differenza tra badante convivente, assistenza ad ore e OSS: quale scegliere?</title>
		<link>https://paramedica.it/differenza-badante-oss-assistenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Michielin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 12:39:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Assistenza domiciliare]]></category>
		<category><![CDATA[Paramedica]]></category>
		<category><![CDATA[Supporto alla persona]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza ad ore]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza domiciliare]]></category>
		<category><![CDATA[badante]]></category>
		<category><![CDATA[oss]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si parla di assistenza sanitaria e assistenza alla persona domiciliare, è normale sentirsi un po’ disorientati. Le famiglie si trovano spesso a dover prendere decisioni importanti in poco tempo, cercando una soluzione che sia efficace, sostenibile e adatta alle reali esigenze della persona assistita. Tra le figure più richieste troviamo la badante convivente, l’assistenza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di <strong>assistenza sanitaria e assistenza alla persona domiciliare</strong>, è normale sentirsi un po’ disorientati. Le famiglie si trovano spesso a dover prendere decisioni importanti in poco tempo, cercando una soluzione che sia efficace, sostenibile e adatta alle reali esigenze della persona assistita.</p>
<p>Tra le figure più richieste troviamo<strong> la badante convivente, l’assistenza ad ore e l’OSS (Operatore Socio Sanitario)</strong>. Vediamo insieme quali sono le principali differenze, per aiutarti a fare una scelta più consapevole.</p>
<h4><strong>Badante convivente: continuità e presenza quotidiana</strong></h4>
<p>La <strong>badante</strong> <strong>convivente</strong> è una soluzione ideale quando è necessaria una presenza costante durante la giornata. Questa figura vive all’interno dell’abitazione della persona assistita e garantisce supporto continuativo, offrendo stabilità e un punto di riferimento quotidiano.</p>
<p>L’orario di lavoro prevede <strong>54 ore settimanali</strong>, generalmente dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 20:00, con due ore di pausa, e il sabato mattina fino alle 12:00. È inoltre prevista una <strong>presenza notturna non attiva</strong>, utile per garantire tranquillità e sicurezza.</p>
<p>Dal punto di vista organizzativo, la famiglia deve mettere a disposizione una camera privata con letto e armadio. La badante convivente usufruisce di <strong>vitto e alloggio</strong>, matura <strong>ferie e TFR</strong> ed è regolarmente assunta.</p>
<p>Si tratta di una soluzione:</p>
<ul>
<li><strong>più economica</strong> rispetto ad altre forme di assistenza continuativa</li>
<li><strong>meno flessibile</strong>, perché gli orari sono prestabiliti</li>
</ul>
<p>La badante convivente è una persona qualificata grazie alla propria <strong>esperienza lavorativa</strong>, ma <strong>non è un operatore sanitario</strong>. Il suo lavoro viene comunque <strong>monitorato e coordinato dall’Infermiere in Famiglia ParaMedica</strong>, un valore aggiunto che garantisce un’assistenza organizzata e controllata.</p>
<h4><strong>Assistenza ad ore: flessibilità e personalizzazione</strong></h4>
<p>L’<strong>assistenza ad ore</strong> è la scelta più adatta per chi ha bisogno di un supporto mirato, magari solo in alcuni momenti della giornata o in giorni specifici della settimana. È una soluzione estremamente flessibile, pensata per adattarsi alle esigenze che cambiano nel tempo.</p>
<p>Gli orari vengono <strong>definiti su misura</strong>, con la possibilità di richiedere assistenza anche in <strong>orari notturni o festivi</strong>. Ogni ingresso prevede un minimo di <strong>3 ore</strong>, ma la programmazione può essere modificata in base alle preferenze della famiglia.</p>
<p>A differenza della convivenza:</p>
<ul>
<li><strong>non sono richiesti requisiti abitativi</strong></li>
<li><strong>non è necessario fornire vitto e alloggio</strong></li>
<li>la retribuzione avviene <strong>solo per le ore effettivamente svolte</strong></li>
<li>minimo <strong>3 ore per ingresso</strong></li>
</ul>
<p>Questa formula risulta:</p>
<ul>
<li><strong>molto flessibile</strong></li>
<li>generalmente <strong>meno economica</strong> rispetto alla badante convivente</li>
</ul>
<p>Anche in questo caso, l’assistente è una persona qualificata in virtù della propria <strong>esperienza professionale</strong>, ma <strong>non è un sanitario</strong>. Il <strong>monitoraggio infermieristico</strong> può essere attivato come servizio aggiuntivo, in base alle necessità.</p>
<h4><strong>OSS: competenze specifiche e formazione sanitaria</strong></h4>
<p>L’<strong>OSS – Operatore Socio Sanitario</strong> è una figura che si distingue per il suo percorso formativo. Ha infatti conseguito un <strong>attestato professionale</strong> dopo una formazione teorica e pratica, che gli consente di operare anche in <strong>ambienti sanitari</strong> come ospedali, case di riposo e case di cura.</p>
<p>L’organizzazione dell’assistenza è simile a quella dell’assistenza ad ore:</p>
<ul>
<li>orari <strong>personalizzabili</strong>, anche notturni o festivi</li>
<li>minimo <strong>3 ore per ingresso</strong></li>
<li>programmazione flessibile e modificabile</li>
</ul>
<p>Non sono richiesti requisiti abitativi e non è previsto vitto e alloggio. Anche l’OSS viene retribuito <strong>in base alle ore lavorate</strong>.</p>
<p>Si tratta di una soluzione:</p>
<ul>
<li><strong>altamente flessibile</strong></li>
<li>generalmente <strong>meno economica</strong>, ma con un livello di competenza più strutturato</li>
</ul>
<p>Il <strong>monitoraggio infermieristico</strong> è previsto come servizio separato, a supporto dell’intervento dell’OSS.</p>
<h4><strong>Qual è la soluzione migliore?</strong></h4>
<p>Non esiste una risposta unica. La scelta tra <strong>badante convivente, assistenza ad ore o OSS</strong> dipende da diversi fattori, tra cui:</p>
<ul>
<li>il livello di autonomia della persona assistita</li>
<li>la necessità di una presenza continuativa o saltuaria</li>
<li>il budget disponibile</li>
<li>il grado di flessibilità richiesto</li>
</ul>
<p>Affidarsi a professionisti dell’assistenza significa non essere soli in questa scelta e poter contare su un servizio costruito davvero su misura, nel rispetto della persona e della sua quotidianità.</p>
<p>Se hai bisogno di un chiarimento o stai valutando quale tipo di assistenza possa essere più adatta alla tua situazione, <strong>ParaMedica è disponibile per fornire informazioni e supporto</strong>. Un confronto può aiutare a orientarsi con maggiore serenità e consapevolezza.</p>
<p>ParaMedica<br />
<em>Diamo Qualità alla Tua Vita</em></p>
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		<item>
		<title>Essere autonomi non significa essere soli</title>
		<link>https://paramedica.it/autonomia-non-e-solitudine-il-ruolo-del-terapista-occupazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Michielin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 09:05:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Assistenza domiciliare]]></category>
		<category><![CDATA[Supporto alla persona]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[terapia occupazionale]]></category>
		<category><![CDATA[terapista occupazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando parliamo di autonomia spesso la associamo all’idea di indipendenza assoluta: “fare tutto da soli, senza bisogno di nessuno”. In realtà, nella pratica clinica e nella vita quotidiana, autonomia significa soprattutto poter partecipare attivamente alle proprie attività, nel rispetto delle proprie possibilità, dei propri limiti e dei propri desideri. Ed è proprio questo il cuore [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando parliamo di <strong>autonomia</strong> spesso la associamo all’idea di indipendenza assoluta: “fare tutto da soli, senza bisogno di nessuno”.<br />
In realtà, nella pratica clinica e nella vita quotidiana, autonomia significa soprattutto <strong>poter partecipare attivamente alle proprie attività</strong>, nel rispetto delle proprie possibilità, dei propri limiti e dei propri desideri.</p>
<p>Ed è proprio questo il cuore del lavoro del <strong>terapista occupazionale</strong>.</p>
<h4><strong>Cosa fa il terapista occupazionale?</strong></h4>
<p>Il suo obiettivo non è quello di rendere le persone totalmente indipendenti, ma di facilitare l’accesso ai gesti quotidiani attraverso strategie, adattamenti e percorsi personalizzati.<br />
Un bottone che non si riesce più ad abbottonare, una posata che scivola di mano, un gradino che sembra insormontabile: situazioni apparentemente “piccole”, ma che hanno un impatto enorme sulla qualità della vita.</p>
<p>Il terapista occupazionale interviene per ridare significato e possibilità a questi gesti.<br />
Qualche esempio:</p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>modificare un manico o un’impugnatura per rendere più semplice mangiare in autonomia;</li>
<li>proporre compensi per facilitare il movimento necessario a vestirsi;</li>
<li>suggerire piccoli ausili o soluzioni ambientali per rendere più sicuro lo spostarsi in casa;</li>
<li>trovare nuove modalità per coltivare un hobby, leggere o scrivere.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<h4><strong>Un beneficio che va oltre il paziente</strong></h4>
<p>Quando una persona torna a sentirsi capace di svolgere attività quotidiane, anche solo in parte o con un piccolo aiuto, il cambiamento non riguarda solo lei:</p>
<ul>
<li><strong>La famiglia</strong> vive con meno ansia i momenti di assistenza, riducendo frustrazione e stress.</li>
<li><strong>Il contesto di cura</strong> diventa più sereno, con una relazione più equilibrata tra chi riceve e chi offre supporto.</li>
<li><strong>La persona stessa</strong> recupera fiducia, motivazione e dignità, rafforzando il proprio ruolo attivo nella vita di tutti i giorni.</li>
</ul>
<h4><strong>Un lavoro centrato sulla persona</strong></h4>
<p>La Terapia Occupazionale non è “insegnare a cavarsela da soli”, ma costruire insieme nuove possibilità.<br />
Ogni intervento è personalizzato e nasce dall’ascolto: cosa è davvero importante per quella persona? Quali gesti vorrebbe recuperare o semplificare? Quali ostacoli rendono difficile la sua giornata?</p>
<p>Rispondere a queste domande significa creare un percorso che non ha come fine la perfezione o l’indipendenza assoluta, ma il benessere, la sicurezza e la partecipazione alla vita quotidiana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perché <strong>essere autonomi non significa essere soli</strong>, ma avere la possibilità di vivere la propria giornata con più serenità, insieme a chi ci accompagna.</p>
<p>ParaMedica<br />
<em>Diamo Qualità alla Tua Vita</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Quello che mangiamo può parlare ai nostri geni</title>
		<link>https://paramedica.it/quello-che-mangiamo-puo-parlare-ai-nostri-geni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Michielin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jul 2025 09:10:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[geni]]></category>
		<category><![CDATA[nutrigenetica]]></category>
		<category><![CDATA[nutrigenomica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo abituati a pensare che una dieta vada bene per tutti… ma non è proprio così. Ognuno di noi è unico, anche nei geni, e il cibo può influenzare il nostro corpo in modo diverso da persona a persona. La nutrigenomica è una scienza che studia come il cibo “parla” ai nostri geni, accendendo o [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo abituati a pensare che una dieta vada bene per tutti… ma non è proprio così.</p>
<p>Ognuno di noi è unico, anche nei geni, e il cibo può influenzare il nostro corpo in modo diverso da persona a persona.</p>
<p>La nutrigenomica è una scienza che studia come il cibo “parla” ai nostri geni, accendendo o spegnendo alcune funzioni importanti del nostro organismo.</p>
<h4><strong>Nutrigenomica o Nutrigenetica?</strong></h4>
<ul>
<li>Nutrigenomica = studia come il cibo cambia il modo in cui i geni lavorano.</li>
</ul>
<p>Per esempio, alcune sostanze buone (come quelle dell’uva rossa o del tè verde) possono attivare geni che ci aiutano a stare meglio e invecchiare bene.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Nutrigenetica = studia come i nostri geni influenzano il modo in cui digeriamo o reagiamo a certi alimenti.</li>
</ul>
<p>Per esempio, alcune persone digeriscono male il lattosio (il latte) o sentono troppo l’effetto del caffè: non è colpa loro, è scritto nei loro geni!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci sono alcuni cibi che sono fondamentali per la salute, poiché agiscono come interruttori: accendono o spengono dei geni importanti.</p>
<p>Ecco alcuni esempi:</p>
<ul>
<li>Omega-3 (come nel pesce azzurro) → abbassano l’infiammazione.</li>
<li>Folati e vitamine del gruppo B (presenti in verdure verdi, legumi) → aiutano i geni a funzionare bene.</li>
<li>Frutta e verdura colorata → pieni di antiossidanti che proteggono il nostro DNA.</li>
</ul>
<h4><strong>Una dieta su misura</strong></h4>
<p>Grazie a test genetici, oggi è possibile creare piani alimentari personalizzati: cioè, una dieta fatta proprio per te, in base ai tuoi geni.</p>
<p><strong>Non è magia: è scienza!</strong></p>
<p>Ma attenzione: non serve necessariamente il test genetico per mangiare bene. Anche senza, possiamo scegliere ogni giorno cibi sani che fanno bene a tutti, come frutta, verdura, pesce, cereali integrali e legumi che fanno parte della nostra preziosa dieta mediterranea.</p>
<h4><strong>Conclusione: il futuro è nel piatto!</strong></h4>
<p>Il cibo non è solo carburante: è un messaggio per il nostro corpo. Conoscere i nostri geni e imparare a mangiare in modo più personalizzato può aiutarci a vivere meglio e più a lungo.</p>
<p>Mangiare bene non è una moda, è un investimento sulla salute.</p>
<p>E ognuno può iniziare… dal prossimo pasto!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ParaMedica<br />
<em>Diamo Qualità alla Tua Vita</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fisioterapia e problematiche cervicali</title>
		<link>https://paramedica.it/fisioterapia-e-problematiche-cervicali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Michielin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2025 09:01:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[cervicali]]></category>
		<category><![CDATA[dispositivi elettronici]]></category>
		<category><![CDATA[dolore al collo]]></category>
		<category><![CDATA[postura]]></category>
		<category><![CDATA[text neck]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’utilizzo prolungato di dispositivi mobili, soprattutto in posizione seduta, rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo di patologie da sovraccarico a carico del rachide cervicale, come la sindrome del “text neck”. Questa condizione è causata dalla postura mantenuta con il capo flesso in avanti per tempi prolungati, che altera l’equilibrio muscolo-scheletrico e può [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’utilizzo prolungato di dispositivi mobili, soprattutto in posizione seduta, rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo di patologie da sovraccarico a carico del rachide cervicale, come la sindrome del “text neck”. Questa condizione è causata dalla postura mantenuta con il capo flesso in avanti per tempi prolungati, che altera l’equilibrio muscolo-scheletrico e può portare a dolore, rigidità e alterazioni posturali. Diversi studi scientifici confermano che tale postura, unita alla sedentarietà, è associata a un aumento significativo di disturbi cervicali.</p>
<p>Esistono dunque una serie di accortezze posturali da adottare se ci ritroviamo a dover utilizzare, per molte ore al giorno, dispositivi elettronici, anche per lavoro.</p>
<h4><strong>Durante l’uso del computer:</strong></h4>
<ol>
<li><strong>Altezza dello schermo: </strong><br />
Il bordo superiore del monitor dovrebbe essere all’altezza degli occhi. In questo modo il collo rimane in una posizione neutra.</li>
<li><strong>Distanza dal monitor: </strong><br />
Mantieni lo schermo a circa 50-70 cm dagli occhi, evitando di sporgerti in avanti.</li>
<li><strong>Sedia ergonomica: </strong><br />
Usa una sedia che supporti bene la zona lombare, ovvero che abbia uno schienale che mantenga contatto con il rachide lombare e permetta di mantenere una postura allineata, ma soprattutto rilassata.</li>
<li><strong>Piedi a terra: </strong><br />
Tieni i piedi ben appoggiati al suolo e le ginocchia piegate oltre i 90°, in modo tale che i piedi rimangano sempre visibili di fronte alla seduta.</li>
<li><strong>Braccia e spalle rilassate: </strong><br />
Evita di mantenere a lungo posizioni in cui le spalle si trovano ad essere sollevate.</li>
</ol>
<h4><strong>Durante l’uso di smartphone o tablet:</strong></h4>
<ol>
<li><strong>Porta il dispositivo all’altezza degli occhi: </strong><br />
Evita di piegare il collo in avanti per guardare lo schermo (la cosiddetta “text neck”).</li>
<li><strong>Usa entrambi le mani: </strong><br />
Per evitare tensioni asimmetriche, tieni il dispositivo con due mani e digita con i pollici.</li>
<li><strong>Limita l’uso prolungato: </strong><br />
Se devi scrivere testi lunghi, prediligi il computer.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancora più importante, vista la difficoltà di mantenere sempre una buona postura mentre magari siamo concentrati sul lavoro o su quello che stiamo vedendo nello schermo, sarà prendere l’abitudine di <strong>fare delle pause attive ogni 30-60 min</strong>, eseguendo qualche semplice esercizio di stretching e/o respirazione, in modo da inibire l’accumulo di tensione derivante da eventuali posizioni sostenute in modo scorretto.</p>
<h4><strong>La fisioterapia rappresenta un valido strumento sia nella prevenzione che nel trattamento di queste problematiche.</strong></h4>
<p>Attraverso un programma personalizzato, che può includere esercizi di mobilizzazione, stretching, rinforzo muscolare e rieducazione posturale, è possibile ridurre il dolore, migliorare la funzionalità cervicale e correggere le abitudini scorrette migliorando la consapevolezza che abbiamo del nostro corpo. Inoltre, è parte dell’intervento del fisioterapista quello di educare il paziente a gestire meglio l’uso dei dispositivi elettronici, promuovendo pause attive, ergonomia e movimento, con un effetto preventivo a lungo termine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ParaMedica<br />
<em>Diamo Qualità alla Tua Vita</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Intestino e cervello: come i batteri dell’intestino ci aiutano a stare meglio</title>
		<link>https://paramedica.it/il-collegamento-tra-intestino-e-cervello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Michielin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jun 2025 08:50:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[intestino]]></category>
		<category><![CDATA[microbiota]]></category>
		<category><![CDATA[nervo vago]]></category>
		<category><![CDATA[progetto nutrizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando pensiamo alla mente o all’umore, ci viene subito in mente il cervello. Ma lo sapevi che anche l’intestino ha un ruolo molto importante nel farci sentire bene? Dentro la nostra pancia vivono tantissimi microrganismi buoni, chiamati microbiota. Sono come una piccola comunità che lavora per noi ogni giorno. Non solo ci aiutano a digerire [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando pensiamo alla mente o all’umore, ci viene subito in mente il cervello. Ma lo sapevi che anche l’intestino ha un ruolo molto importante nel farci sentire bene?</p>
<p>Dentro la nostra pancia vivono tantissimi microrganismi buoni, chiamati microbiota. Sono come una piccola comunità che lavora per noi ogni giorno. Non solo ci aiutano a digerire il cibo, ma parlano anche con il cervello e influenzano come il nostro umore: se siamo felici, tristi, ansiosi o rilassati.</p>
<h3><strong>Ma com’è possibile?</strong></h3>
<p>Il collegamento tra intestino e cervello è continuo e avviene attraverso un “filo diretto” chiamato nervo vago. Alcuni batteri buoni dell’intestino producono delle sostanze (come la serotonina, che è l’ormone del buonumore) che parlano direttamente al cervello tramite questo nervo.</p>
<p>Quando il microbiota è in equilibrio, ci sentiamo meglio anche nella mente. Ma se si rompe questo equilibrio (si chiama disbiosi), potremmo sentirci più ansiosi, stressati o giù di morale.</p>
<h3><strong>Cosa possiamo fare per aiutare l’intestino?</strong></h3>
<p>La buona notizia è che possiamo prenderci cura del microbiota ogni giorno, a partire da quello che mangiamo:</p>
<ul>
<li>Prebiotici: sono fibre “buone” che nutrono i batteri dell’intestino. Si trovano in aglio, cipolla, porri, asparagi, banane.</li>
<li>Probiotici: sono batteri vivi che fanno bene, presenti in yogurt, kefir, crauti, kimchi (verdure fermentate) e miso.</li>
<li>Polifenoli: sono sostanze naturali che proteggono l’organismo. Li troviamo in frutta, verdura, tè verde e cioccolato fondente.</li>
<li>Muoversi e rilassarsi: lo stress fa male all’intestino. Camminare, fare un po’ di esercizio e trovare momenti per rilassarsi aiuta molto.</li>
</ul>
<p>Possiamo anche mettere in atto piccoli gesti quotidiani per sentirci meglio; ecco cosa puoi iniziare a fare, un passo alla volta:</p>
<ul>
<li>Mangia ogni giorno un po’ di fibre e alimenti fermentati, come frutta, verdura e yogurt o kefir!</li>
<li>Evita troppi zuccheri e cibi confezionati.</li>
<li>Fai ogni giorno un po’ di attività fisica: anche solo una passeggiata!</li>
<li>Cerca momenti per rilassarti e respirare profondamente, per esempio la sera a letto.</li>
<li>Se hai dubbi, chiedi consiglio a un nutrizionista: può aiutarti a trovare le abitudini giuste per te.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>In conclusione, il nostro intestino è come un secondo cervello. Prendercene cura significa volersi bene, anche nella mente.</p>
<p>Mangiare bene, muoversi e gestire lo stress ci aiuta a stare meglio in tutto il corpo… e anche nell’anima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ParaMedica<br />
<em>Diamo Qualità alla Tua Vita</em></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Sostegno economico al Caregiver familiare di persone con disabilità gravi – ICD CG</title>
		<link>https://paramedica.it/sostegno-economico-caregiver/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Michielin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 May 2024 14:21:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Assistenza domiciliare]]></category>
		<category><![CDATA[Supporto alla persona]]></category>
		<category><![CDATA[caregiver]]></category>
		<category><![CDATA[disabili]]></category>
		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>
		<category><![CDATA[sostegno economico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://paramedica.it/?p=28989</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Regione Veneto ha previsto dei sostegni destinati ai caregiver familiari, ossia a coloro che prestano assistenza al coniuge o all’altra parte dell’unione civile, al convivente di fatto, a un familiare o a un affine entro il secondo grado incapace di prendersi cura di sé. Vediamo insieme di cosa si tratta. Cos’è il Contributo Caregiver [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Veneto ha previsto dei sostegni destinati ai caregiver familiari, ossia a coloro che prestano assistenza al coniuge o all’altra parte dell’unione civile, al convivente di fatto, a un familiare o a un affine entro il secondo grado incapace di prendersi cura di sé.</p>
<p>Vediamo insieme di cosa si tratta.</p>
<h3><strong>Cos’è il Contributo Caregiver (ICD CG)<br />
</strong></h3>
<p>L’ICD CG (Impegnativa Cura Domiciliare &#8211; Caregiver) rientra nel più ampio e strutturato sistema che interviene a sostegno del ruolo di cura, normato dalla DGR 295/2021 della Regione Veneto. L’aiuto si concretizza in un contributo economico mensile riconosciuto a caregiver familiari che assistono persone con disabilità gravissima, ai sensi legge Legge 104/92, con particolare riguardo a persone che:</p>
<ul>
<li>necessitano di assistenza vitale e dipendono da apparecchiature medicali (come per esempio respiratori);</li>
<li>persone adulte e anziane con demenza accompagnata da gravi disturbi comportamentali;</li>
<li>persone adulte 18-64 anni con disabilità grave fisica e motoria che siano anche titolari di indennità di accompagnamento;</li>
<li>persone nella fascia di età 3-64 con una disabilità grave di tipo psichico e intellettivo.</li>
</ul>
<p>Per queste ultime due categorie (disabili fisici e disabili psichici) non è prevista una soglia di accesso su base ISEE.</p>
<h3><strong>Come si chiede il Contributo Caregiver (ICD CG)</strong></h3>
<p>La domanda è valutata in sede di Unità Valutativa Multi Dimensionale (UVMD) e deve essere presentata dallo stesso Caregiver su apposito modulo di domanda predisposto dalla Regione e a disposizione presso la propria AULSS di riferimento. In breve l’iter da seguire:</p>
<ul>
<li>Presentazione della domanda (corredata dall’ISEE sociosanitario della persona assistita se necessario)</li>
<li>Istruttoria da parte del Servizio Sociale Professionale</li>
<li>Convocazione dell’Unità Valutativa Multidimensionale (UVMD)</li>
<li>Comunicazione all’utenza dell’esito della domanda</li>
<li>Concessione del contributo in caso di esito positivo</li>
</ul>
<p>È bene anche ricordare che la graduatoria assegna precedenza a nuclei familiari monoparentali o con un maggior numero di anni di assistenza e/o convivenza e che Gli interventi di sollievo e sostegno al caregiver familiare sono cumulabili con le prestazioni previste dalle impegnative di cura domiciliare, previa valutazione specifica del bisogno da parte dell’UVMD.</p>
<h3><strong>Quali sono i dati richiesti per la Domanda di Contributo Caregiver </strong></h3>
<p>Il Modulo è molto semplice e, come vedrai, sono richiesti i dati anagrafici della persona assistita e del caregiver, il nominativo del Medico di base e poi troverai una lunga lista di interventi tra cui scegliere a seconda della situazione in cui presti assistenza.</p>
<p>Il Modulo infatti prevede 3 tipologie di interventi (A1, A2, A3) e dettaglia le sottocategorie specifiche per ogni situazione. Non dimenticare infine di indicare il tuo IBAN bancario, di allegare il modello ISEE (quando richiesto) e la carta di identità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per verificare i requisiti di accesso e per confrontarti su ogni dubbio ParaMedica è a tua disposizione.</p>
<p>Contattaci per info e supporto</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con questa breve guida, speriamo di averti dato tutte le informazioni utili per usufruire di questa importante iniziativa in cui anche noi crediamo. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ParaMedica<br />
<em>Diamo Qualità alla Tua Vita</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://paramedica.it/sostegno-economico-caregiver/">Il Sostegno economico al Caregiver familiare di persone con disabilità gravi – ICD CG</a> proviene da <a href="https://paramedica.it">Paramedica</a>.</p>
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		<title>Bonus psicologo 2024 – Cos&#8217;è e come funziona</title>
		<link>https://paramedica.it/bonus-psicologo-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Michielin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2024 13:01:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Supporto alla persona]]></category>
		<category><![CDATA[bonus 2024]]></category>
		<category><![CDATA[bonus psicologo]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 18 marzo al 31 maggio è possibile, tramite il portale dell’INPS, chiedere il bonus psicologo, un contributo economico per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia di persone che siano nelle condizioni di beneficiarne. Breve storia del Bonus Psicologo  L’idea di dare un sostegno economico a chi si trova in situazioni di disagio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 18 marzo al 31 maggio è possibile, tramite il portale dell’INPS, chiedere il bonus psicologo, un contributo economico per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia di persone che siano nelle condizioni di beneficiarne.</p>
<h3><b>Breve storia del Bonus Psicologo </b></h3>
<p>L’idea di dare un sostegno economico a chi si trova in situazioni di disagio e desidera l’aiuto di un professionista, nasce nel dicembre 2021 grazie al decreto Milleproroghe del governo Draghi. L’obiettivo originario era quello di rispondere con un’azione concreta ai cittadini che la pandemia aveva maggiormente colpito in termini di salute mentale.<br />
La perdita del lavoro, i nuovi equilibri famigliari, l’isolamento e l’incertezza legata al futuro avevano prodotto, e ancora oggi producono, risposte diverse da parte delle persone, e per qualcuno il supporto di uno psicologo o di uno psicoterapeuta rappresenta un aiuto di grande valore.<br />
Il bonus però è rimasto fermo in attesa del decreto che avrebbe dato il via libera alle richieste; decreto da poco emanato. Dal 18 marzo chiunque abbia un ISEE inferiore ai 50.000,00 € può fare domanda del contributo economico tramite il portale INPS o il Contact Center Integrato.<br />
È bene sapere anche che le domande fatte nel 2024 andranno ad impiegare le risorse stanziate nel 2023, e mai usate; per i fondi del 2024 invece si dovranno aspettare nuove indicazioni.</p>
<h3><b>Che cos’è il Bonus Psicologo e a quanto ammonta</b></h3>
<p>Il Decreto prevede un contributo pari a 50,00 € a seduta e si rivolge a tutte quelle persone in condizione di ansia, stress, depressione, fragilità psicologica, che abbiano ricevuto dal medico curante il via libera per beneficiare di un percorso psicoterapeutico. La legge di Bilancio del 2023 ha inoltre istituito un tetto massimo a persona che varia da 500,00 € a 1.500,00 €, in modo proporzionale alla fascia ISEE.<br />
Nessun limite invece rispetto all’età.<br />
Di seguito un veloce riepilogo degli importi in relazione all’ISEE</p>
<ul>
<li>ISEE inferiore a 15.000,00 €: bonus massimo pari a 1.500,00 €</li>
<li>ISEE tra 15.000,00 € e 30.000,00 €: bonus massimo pari a 1.000,00 €</li>
<li>ISEE superiore a 30.000,00 € ma inferiore a 50.000,00 €: bonus massimo pari a 500,00 €</li>
</ul>
<h3><b>Come fare domanda?</b></h3>
<p>La domanda va fatta direttamente sul portale dell’INPS; dopo essere entrati nel sito selezionare “Sostegni, Sussidi e Indennità” e poi la voce “Per malattia”.<br />
Tra i diversi bonus elencati nella pagina dedicata scegliere “Bonus psicologo – Contributo per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia” e infine “Utilizza il servizio”.<br />
In alternativa è possibile chiamare il numero dedicato: il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o lo 06 164.164 (da rete mobile a pagamento).<br />
Per fare la domanda è necessario essere in possesso di SPID o Carta di identità elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS).<br />
Successivamente alla scadenza dell’invio delle domande, sarà stilata una graduatoria regionale secondo il valore dell’ISEE; a parità di valore, si seguirà l’ordine di presentazione della domanda.</p>
<h3><b>Dove impiegare il Bonus Psicologo?</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">È importante sapere che una volta ricevuto il codice unico esso, entro 270 giorni, potrà essere attivato e utilizzato esclusivamente presso specialisti privati iscritti all’albo degli psicologi e nell’elenco degli psicoterapeuti, per sedute sia in presenza che online.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La lista dei professionisti aderenti all’iniziativa sarà poi consultabile in un’apposita sezione del portale INPS.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con questa breve guida, speriamo di averti dato tutte le informazioni utili per usufruire di questa importante iniziativa in cui anche noi crediamo. </span></p>
<p>ParaMedica<br />
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		<title>Lo sapevi che i malati allettati possono beneficiare di esercizi di mobilizzazione?</title>
		<link>https://paramedica.it/riabilitazione-per-allettati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Michielin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2024 15:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Assistenza domiciliare]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[allettati]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapista]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[riabilitazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una persona allettata, soprattutto chi è lo definitivamente, vive una condizione di difficoltà sia da un punto di vista psicologico che fisico. Quando si tratta di malati costretti a letto, l&#8217;idea di esercizio fisico può sembrare fuori luogo ma in realtà, anche in queste circostanze, l&#8217;importanza della mobilizzazione non deve essere sottovalutata. Gli esercizi di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una persona allettata, soprattutto chi è lo definitivamente, vive una condizione di difficoltà sia da un punto di vista psicologico che fisico. Quando si tratta di malati costretti a letto, l&#8217;idea di esercizio fisico può sembrare fuori luogo ma in realtà, anche in queste circostanze, l&#8217;importanza della mobilizzazione non deve essere sottovalutata. Gli esercizi di attivazione che è possibile fare, pur semplici e leggeri, aiutano a mantenere la flessibilità articolare, prevenire le contratture muscolari, migliorare la circolazione sanguigna portando benefici sia al fisico che alla mente.</p>
<h3><strong>Che cos’è la ginnastica passiva?</strong></h3>
<p>Questo tipo di allenamento, come si intuisce dal nome, non prevede il coinvolgimento attivo della persona, ma movimenti e stretching delicati, eseguiti in modo controllato e senza sforzo da parte del paziente. Ci sono diverse tecniche che possono essere messe in atto, tutte coinvolgono le articolazioni o mirano a far muovere gli arti. È importante però tenere a mente che, seppur possano sembrare movimenti semplici da far eseguire, e potenzialmente quindi facili da fare al nostro caro allettato, non è mai consigliato farli in autonomia. Il professionista dedicato, il fisioterapista, deve essere consultato prima di avviare qualsiasi programma di esercizio; egli saprà valutare lo stato di salute della persona e di conseguenza fornire indicazioni specifiche adattando gli esercizi in base ad esso.</p>
<h3><strong>Quali esercizi possono essere eseguiti da una persona allettata?</strong></h3>
<p>Di seguito alcuni semplici movimenti che possono essere eseguiti anche a letto; è importante non agire da autodidatti e sentire sempre un professionista sanitario per capire quali di essi possono essere svolti e fino a quanto spingersi in termini di rotazione delle articolazioni e o sollevamento degli arti.</p>
<p>• Flessione ed estensione delle articolazioni delle gambe e delle braccia<br />
• Rotazione delle caviglie e dei polsi<br />
• Sollevamento leggero delle gambe per stimolare la circolazione<br />
• Mobilizzazione delle spalle con movimenti circolari o sollevamento leggero</p>
<p>Consigliamo di dedicare quotidianamente tempo a queste pratiche; anche in questo caso però un fisioterapista valuterà la frequenza indicata per la singola persona e stilerà un piano personalizzato.</p>
<h3><strong>Perché è importante la ginnastica passiva?</strong></h3>
<p>Per le persone costrette a letto l’assenza di esercizio costituisce un forte limite; l’immobilità prolungata può comportare complicazioni come coaguli di sangue, debolezza e affaticamento, rigidità muscolare e anche depressione. L’esercizio aiuta a evitare, o diminuire, tutto ciò e consente di prevenire danni come le piaghe da decubito o le ulcere da pressione. In generale l’esercizio fisico rivitalizza i muscoli evitando la loro atrofizzazione; condizione che avrebbe ripercussioni negative anche molto gravi su persone fragili o anziane. Oltre ai benefici fisici che l’allenamento consente, non dobbiamo dimenticare che esso influisce positivamente anche sul benessere della persona grazie a una contemporanea attivazione della mente.</p>
<p>Se un tuo parente è allettato dopo un’operazione chirurgica per un periodo limitato oppure se lo è definitivamente a causa di una lesione o di una condizione che ne impedisce il movimento, siamo a tua disposizione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="qodef-shortcode qodef-m qodef-button qodef-layout--filled qodef-html--link " style="color: #ffffff; background-color: #0078f1; border-color: #0078f1;" href="https://paramedica.it/fisioterapia-a-domicilio/" rel="noopener" data-hover-background-color="#0050cc" data-hover-border-color="#0050cc"><span class="qodef-m-text">SCOPRI IL SERVIZIO</span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ParaMedica<br />
<em>Diamo Qualità alla Tua Vita</em></p>
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		<item>
		<title>Arrivano le feste, i consigli per mangiare bene… e non troppo</title>
		<link>https://paramedica.it/i-consigli-per-mangiare-bene-durante-le-feste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Michielin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Dec 2023 09:50:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[anziani e alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[festività]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizionista]]></category>
		<category><![CDATA[progetto nutrizione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://paramedica.it/?p=28821</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra pochi giorni è Natale, un momento magico che spesso ci consente di ritrovarci intorno a un tavolo con la famiglia o gli amici. Durante le Feste non vogliamo sentire parlare di dieta ma possiamo prestare attenzione ad alcuni consigli e accorgimenti che ci consentiranno di vivere al meglio, e senza rimorsi, questo periodo. &#160; [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tra pochi giorni è Natale, un momento magico che spesso ci consente di ritrovarci intorno a un tavolo con la famiglia o gli amici. Durante le Feste non vogliamo sentire parlare di dieta ma possiamo prestare attenzione ad alcuni consigli e accorgimenti che ci consentiranno di vivere al meglio, e senza rimorsi, questo periodo.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutti noi durante le feste non vogliamo sentire parlare di dieta e infatti non è di questo che parleremo oggi, ma è importante non dimenticare le necessità del nostro fisico e i piccoli accorgimenti che possiamo mettere in pratica per rimanere in salute.</p>
<h3><strong>Quante calorie assumiamo circa durante un pranzo di festa?</strong></h3>
<p>È impossibile dare una risposta esatta ma possiamo fare una stima; se consideriamo un pasto con brindisi, panettoni cioccolata e diverse pietanze servite, le calorie che assumiamo variano da 3.000 a 6.000. Per fare una media possiamo dire che, mediamente, un pasto “pesa” <strong>circa 4.000 kcal</strong> e che al termine delle feste i chilogrammi aggiunti sono tra i 3 e i 4.</p>
<p>È difficile rinunciare a una tavola imbandita, ricca di pietanze gustose; un buon rimedio però può essere quello di <strong>rispettare un bilanciamento calorico durante i giorni non di festa.</strong> Il consiglio è quindi quello, ad esempio, di mangiare in modo moderato il primo dell’anno e i giorni che lo separano dalla Befana, dove appunto si torna spesso a introdurre una quantità eccessiva di cibo e calorie.</p>
<p>Un altro consiglio è quello di <strong>aumentare l’attività fisica durante queste giornate;</strong> non serve per forza allenarsi per ore in palestra o in piscina, anche ripetute passeggiate di intensità medio bassa possono aiutarvi a mantenere sotto controllo il peso.</p>
<h3><strong>… e gli anziani? Quanto le feste possono mettere a rischio la loro salute?</strong></h3>
<p>Un anziano che mangia molto e di gusto durante le feste può essere visto come in salute e che questo sia il simbolo di ritrovata energia; in realtà occorre fare molta attenzione all’alimentazione dei nostri genitori o nonni.</p>
<p>In particolare devono essere evitate le abbuffate, soprattutto serali, perché il processo digestivo è più lento e può provocare importanti e dolorosi fastidi. Ricordate inoltre al vostro caro di idratarsi durante i pasti e quindi di bere acqua infine spronatelo, se la salute lo consente, ad aiutarvi a sparecchiare o preparare il caffè così da consentire un po’ di movimento.</p>
<h3><strong>E dopo le feste?</strong></h3>
<p><strong>Nessun digiuno forzato</strong> o diete “fai da te” che, ad esempio, eliminano i carboidrati.</p>
<p>Perdere peso e alimentarsi bene è questione di bilanciamento; spesso il “fai da te” non porta risultati duraturi né sani per il nostro corpo. Se necessiti di una consulenza nutrizionale dedicata, scegli sempre un professionista.</p>
<p>… Da ParaMedica quindi l’augurio di buone feste si accompagna a quello di non guardare la bilancia ma di rimanere in salute!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="qodef-shortcode qodef-m qodef-button qodef-layout--filled qodef-html--link " style="color: #ffffff; background-color: #0078f1; border-color: #0078f1;" href="https://paramedica.it/progetto-nutrizione/" rel="noopener" data-hover-background-color="#0050cc" data-hover-border-color="#0050cc"><span class="qodef-m-text">PROGETTO NUTRIZIONE</span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ParaMedica<br />
<em>Diamo Qualità alla Tua Vita</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Accompagnatoria e Contributi ICD per Caregiver, due aiuti da conoscere</title>
		<link>https://paramedica.it/accompagnatoria-e-contributi-per-caregiver/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Michielin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2023 10:44:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Assistenza domiciliare]]></category>
		<category><![CDATA[Supporto alla persona]]></category>
		<category><![CDATA[assistente sociale]]></category>
		<category><![CDATA[badante]]></category>
		<category><![CDATA[caregiver]]></category>
		<category><![CDATA[contributi statali]]></category>
		<category><![CDATA[indennità di accompagnamento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://paramedica.it/?p=28812</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Veneto ha istituito un contributo regionale per coloro che si occupano di persone non autosufficienti bisognose di assistenza continua e che abbiano una disabilità certificata o siano titolari di indennità di accompagnamento. Scopriamo insieme che cos’è questo nuovo sostegno e la differenza con la cosiddetta accompagnatoria. &#160; Partiamo con la cosiddetta “accompagnatoria”, una prestazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Veneto ha istituito un contributo regionale per coloro che si occupano di persone non autosufficienti bisognose di assistenza continua e che abbiano una disabilità certificata o siano titolari di indennità di accompagnamento. Scopriamo insieme che cos’è questo nuovo sostegno e la differenza con la cosiddetta accompagnatoria.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Partiamo con la cosiddetta “accompagnatoria”, una prestazione economica, erogata da INPS su richiesta del cittadino, destinata a persone non autosufficienti per le quali è stata accertata l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore oppure l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita. Essa spetta a tutti i cittadini residenti in forma stabile in Italia, indipendentemente dal reddito personale annuo e dall’età.</p>
<h3><strong>Come si chiede l’indennità di accompagnamento? </strong></h3>
<p>Per prima cosa occorre un passaggio dal medico di base per il rilascio di un apposito certificato medico che andrà poi prodotto ad un CAAF per la presentazione della domanda, o utilizzato per la presentazione autonoma telematica tramite il portale INPS. Da qui, se accettata, si avrà un’erogazione mensile pari a un importo stabilito annualmente che per il 2023 è pari a € 527,16.</p>
<p><strong>Suggerimento:</strong> contestualmente alla richiesta di riconoscimento di indennità di accompagnamento ti consigliamo di chiedere anche il riconoscimento della certificazione di disabilità ai sensi della legge 104/92, se non già riconosciuta: la commissione medica valuterà nello stesso momento entrambe le richieste.</p>
<p>Oltre a tale prestazione, <strong>la Regione Veneto con la DGR. 295/2021 ha previsto un sostegno per i caregiver familiari</strong>. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta, cominciando dalla definizione di questa figura.</p>
<ul>
<li><strong>Chi è il caregiver familiare</strong> – è la persona che assiste e si prende cura del coniuge, dell&#8217;altra parte dell&#8217;unione civile o del convivente di fatto, di un familiare o di un affine entro il secondo grado o di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata o sia titolare di indennità di accompagnamento.</li>
<li><strong>Cosa prevede la direttiva regionale?</strong> La misura prevede un contributo economico mensile al caregiver familiare variabile da un minimo di € 400 fino a un massimo di € 2.000. Per richiedere tale contributo è necessario rivolgersi al proprio Distretto Sociosanitario ed essere in possesso di certificazione ISEE in corso di validità. La richiesta verrà valutata da una commissione appositamente istituita. La valutazione di accesso è compiuta sulla base di schede di valutazione sociosanitarie multidimensionali come la SVAMA. <strong>È importante sapere che il contributo è cumulabile con altri.</strong></li>
</ul>
<p>Gli interventi di sollievo e sostegno destinati al caregiver familiare sono un ulteriore e importante passo verso il riconoscimento di questa figura sia da un punto di vista sociale che economico. Se rientri in una delle categorie sopra descritte o desideri saperne di più puoi prendere appuntamento presso il tuo Distretto oppure parlarne direttamente con ParaMedica, con un nostro assistente sociale. L’assistente sociale è infatti un professionista esperto in grado di accompagnarti e aiutarti a comporre il miglior progetto assistenziale per il tuo caro nella domiciliarità, garantendogli di proseguire a vivere nella sua casa il più a lungo possibile e valutando tutte le opzioni esistenti per alleggerire le spese assistenziali.</p>
<p><strong>Hai pensato per esempio che potrebbero esserci contributi pubblici (indennità, impegnative di cura, contributi del welfare comunale o integrativo) in grado di ristorarti delle spese? Oppure che il tuo caro possa accedere ad esenzioni e riduzioni di costi in grado di incidere comunque in modo positivo sulle risorse economiche a disposizione dell&#8217;assistenza e che ti spettano di diritto?</strong></p>
<p>Parlane con noi; siamo al tuo fianco sempre.</p>
<p>ParaMedica<br />
<em>Diamo Qualità alla Tua Vita</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="qodef-shortcode qodef-m qodef-button qodef-layout--filled qodef-html--link " style="color: #ffffff; background-color: #0078f1; border-color: #0078f1;" href="https://paramedica.it/contatti/" rel="noopener" data-hover-background-color="#0050cc" data-hover-border-color="#0050cc"><span class="qodef-m-text">SCOPRI SE PUOI RICHIEDERE IL CONTRIBUTO</span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://paramedica.it/accompagnatoria-e-contributi-per-caregiver/">Accompagnatoria e Contributi ICD per Caregiver, due aiuti da conoscere</a> proviene da <a href="https://paramedica.it">Paramedica</a>.</p>
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	</channel>
</rss>
