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coppia di anziani abbracciati

Gli anziani e il futuro: una riflessione a cuore aperto

Marzo è il mese della Festa della Donna e del Papà. Uomini e donne, mamme e papà se ci pensi sono anche i nonni. Loro sono la memoria storica delle nostre famiglie, simbolo ancor più forte di amore e valori. Per questo le ricorrenze di questi giorni ci portano a fare una riflessione più ampia sulla figura degli anziani e il ruolo che rappresentano nelle nostre vite. Un pensiero a cuore aperto che ci teniamo a condividere con chi ci ha scelto per la propria assistenza sanitaria e per chi ci segue e sostiene ogni giorno.

Ci teniamo ad aprire, e accompagnare, questa riflessione proprio con ciò che ci ha ispirati: i discorsi di Papa Francesco.

“La vecchiaia è un dono e i nonni sono l’anello di congiunzione tra le diverse generazioni per trasmettere ai giovani l’esperienza di vita e di fede. I nonni tante volte sono dimenticati e non dimentichiamo questa ricchezza di custodire le radici e trasmettere. È importante che i nonni incontrino i nipoti e i nipoti si incontrino coi nonni perché, come dice il profeta Gioele, i nonni davanti ai nipoti sogneranno e i giovani, prendendo forza dai nonni, andranno avanti, profetizzeranno”

Queste le parole di Papa Francesco al termine dell’Angelus della quarta domenica di questo 2021 un po’ particolare. In questa occasione il Papa ha dichiarato di voler istituire la prima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani che si terrà la quarta domenica di luglio (in prossimità della festa dei Santi Gioacchino e Anna, i nonni di Gesù).

Gli anziani sono il nostro futuro

Potrà sembrare un controsenso, ma “Accogliere gli anziani è seminare speranza e futuro”.

I dati dell’Oms parlano chiaro: nel 2050 una persona su 5 sarà anziana. Oltre due miliardi di ultrasessantenni! Questo dato rappresenta una sfida importantissima dal punto di vista culturale, sociologico ed economico.

Il 9 Febbraio è stato presentato il documento della Pontificia Accademia per la vita “La vecchiaia: il nostro futuro. La condizione degli anziani dopo la pandemia”. Un documento che propone una riflessione sugli insegnamenti da trarre dalla tragedia causata dalla diffusione del Covid-19.

Gli anziani sono stati tra i più colpiti dalla pandemia.

Durante la prima ondata una parte considerevole dei decessi da Covid-19 si è verificato negli istituti per anziani. Proprio i luoghi che avrebbero dovuto, più di tutti, proteggere “la parte più fragile della società”.

Questa situazione ha fatto emergere una triste consapevolezza relativa a una grave disuguaglianza: “Siamo tutti in balìa della stessa tempesta, ma si può anche dire che stiamo remando su barche diverse: le più fragili affondano ogni giorno.”

In questo caso, “le più fragili” corrispondono proprio alla fascia più anziana del nostro paese. Sono i nostri nonni, genitori, zii, le radici delle nostre famiglie. Custodi dei nostri ricordi, della nostra storia e saggezza.

Cosa possiamo fare quindi nel concreto?

  • Vicinanza (anche virtuale): Compatibilmente con le norme vigenti, cerchiamo di stare vicini ai nostri cari. Nonni, genitori, zii, vicini che siano. Alle volte basta anche solo una telefonata, un messaggio. La tecnologia, e la telemedicina, in questo ci è di supporto: ormai esistono in commercio numerosi dispositivi creati appositamente per gli anziani.
  • Ascolto & Coinvolgimento: Coinvolgere, dove possibile, i nostri cari nelle nostre vite oppure optare per attività ludico – ricreative e riabilitative dedicate. La figura del caregiver, in quest’ottica, è fondamentale.
  • Cura & Assistenza: Tutti hanno diritto a ricevere la giusta assistenza e le cure per affrontare al meglio l’età adulta, quando il corpo inizia a cedere e le patologie prendono il sopravvento. L’assistenza sanitaria professionale, preferibilmente in un contesto domiciliare è la soluzione migliore per tutti i componenti della famiglia.

Tutto si potrebbe riassumere in “continuum assistenziale” tra casa e servizi esterni. Quella situazione in cui viene eliminato qualsiasi tipo di trauma e vede al primo posto la protezione della fragilità dell’invecchiamento.

Ci teniamo a concludere questa riflessione con un’altra bellissima frase del Papa:
“Essere anziani è un dono di Dio e un’enorme risorsa, una conquista da salvaguardare con  cura, anche quando la malattia si fa invalidante ed emergono necessità di assistenza integrata e di elevata qualità.
La ricchezza degli anni è un tesoro da valorizzare e proteggere”.

Noi di ParaMedica crediamo profondamente in questo pensiero.

Ci impegniamo ogni giorno per offrire servizi di assistenza sanitaria grazie a professionisti qualificati e attenti alle singole esigenze di pazienti e famiglie.

Scopri come possiamo supportarti.

jj

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